DUCCIA ITALIANO, genovese, è l’ideatrice e Presidente dell’Associazione Culturale “PICCOLO CLUB IL BORGO” BORGOCLUB – con sede in Via Vernazza 7/9 r. (San Martino) Genova, associazione costituitasi il 13 luglio 1999.
In questi quattro anni di attività sono stati ottenuti ottimi risultati. La tenacia, la volontà, l’amore per la cultura e il sacrificio di poche persone, hanno permesso di raggiungere obiettivi allora impensati.

Il Borgoclub, pur avendo una struttura di modeste dimensioni è riuscito a superare tutte le difficoltà incontrate e a presentare con grande soddisfazione importanti programmazioni con la partecipazione di personaggi della musica e della cultura e dello spettacolo di grande notorietà e di elevato valore artistico.
E’ importante che al pubblico vengano offerte molte opportunità di scelta e la possibilità di partecipare a spettacoli di ottimo livello artistico non solo nei grandi teatri, nelle grandi sale da concerto – ma anche nelle piccole strutture decentrate per consentire a chi non può per diversi motivi frequentare le grandi strutture dello spettacolo – di partecipare alla vita culturale della comunità.
Sono stati affrontati tutti i settori della cultura: della musica classica, del jazz, della musica d’autore, della canzone d’autore, del teatro di prosa, del cabaret, interessanti incontri-dibattito con vari personaggi di caratura internazionale e presentazione di nuovi libri di poesie e narrativa.
Jazz
I risultati raggiunti dall’Associazione Borgoclub in questi quattro anni di attività, con la realizzazioni di circa 120 concerti jazz, organizzati sia all’interno della nostra struttura che all’esterno, ci permettono di poter affrontare i prossimi appuntamenti culturali con più ottimismo.
Il Borgoclub nell’arco dei quattro anni di attività ha portato a Genova musicisti di grande fama; musicisti desiderosi di ritornare a Genova dopo anni di assenza.
Sono stati presentati in concerto i nomi più prestigiosi del panorama jazzistico internazionale tra i quali:
Franck Agulhon, Kat Alston, Carlo Atti, Stefano Bagnoli, Giuseppe Bassi, Gianni Basso, Francesco Berarzatti, Mauro Beggio, Marco Biggi, Paolo Birro, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso, Robert Bonisolo, Fabrizio Bosso, Pierre Boussaguet, Walter Calloni, Claudio Capurro, Carlo Casabona, Giampaolo Casati, Fabrizio Cattaneo, Gianni Cazzola, Franco Cerri, Fulvio Chiara, Renato Chicco, Pietro Ciancaglini,Roberto Colombo, Lorenzo Conte, Patrizia Conte, Keit Copeland, Gianni Coscia, Franco D’Andrea, Allan Dawn, Nando De Luca, Max Dell’Omo, Eleonora Dettole, Maurizio Ditozzi, Bobby Durham, Ferdinando Faraò, Alfredo Ferrario, Diane Friedewald, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Stefano Guazzo, Luciano Invernizzi, Reggie Johnson, Bert Joris, O. Mazzariello Juliano, Kat Alston, Kai Kunvrat, Eric Legnini, Marco Leveratto, Piero Leveratto, Roberto Logli, Joe Magnarelli, Alessandro Maiorino, Alberto Malnati, Paolo Mappa, Bruno Marini, Phil Markowitz, Giovanni Mazzarino, Alessio Menconi, Andrea Michelutti, Luciano Milanese, Alessandro Minetto, Dado Moroni, Romano Mussolini, Mauro Negri, Adam Nussbaum, Gianni Piccione, Sante Palumbo, Guido Pistocchi, Andrea Pozza, Enzo Randisi, Enrico Rava,Danilo Rea, Felice Reggio, Mattew Renzi, Marco Ricci, Gaetano Riccobono, Stefano Riggi, George Robert, Gianni Sanjust, Everett Sangoma, Daniele Scannapieco, Renato Sellani, Stefano Senni,Stjepco “Stive” Gut, Francesca Sortino, Rossano Sportiello, Steve Swallow, Alberto Tacchini, Gianluca Tagliazucchi,Tavolazzi Ares, Renata Tosi, Lorenzo Tucci, Carlo Uboldi, Adrienne West, Noemi Wolfsdorf, Riccardo Zappa, Riccardo Zegna, Eliot Zigmund, Enzo Zirilli, Aldo Zunino, Rino Zurzolo e molti altri.
La musica Jazz si è aperta, in questi ultimi decenni, nei confronti di tutte le grandi culture musicali nel mondo: il Brasile, l’Africa, l’India, il mondo arabo, l’Indonesia e il Giappone, assorbendo innovazioni tecniche e stilistiche, con implicazioni di ordine sociale, politico e religioso.
Navigando in mezzo a questa fusione di elementi diversi, i musicisti si adoperano per rivisitare le modalità armoniche più disparate, in una ricerca di libertà e di anticonformismo dove i vari generi di ieri e di oggi si confrontano si mescolano: jazz e rock (se il jazz prende in prestito da rock, in fondo non fa che saccheggiare…se stesso), temi appartenenti al repertorio delle bande musicali paesane, motivi musicali che attingono a frammenti di famose romanze di opere liriche, privilegiando autori come Bizet, Verdi e Puccini, reinvenzioni tratte da canti e danze popolari, contaminazioni queste ultime, riscontrate in occasione del concerto del 18 settembre u.s. tenuto dalla “David Krakauer’s Kletzmer Madness” alla “Biennale Musica 2003 di Venezia.
Si avvertono, inoltre, contaminazioni con l’”acid jazz”, un sottoprodotto del jazz, nato in Inghilterra e diffuso in tutto il mondo, fenomeno controverso che ha coinvolto anche alcuni talenti di maggiore spessore tra i pianisti quali Herbie Hancock, Chick Corea e Horange Silver e che riunisce sotto la sua bandiera moti filoni, come dimostrano le performaces di Galliano, Jamiroquai, Rebeca Tornquist, Geri Allen, John Scofiel ed altri.
Ma l’eccessiva libertà di cui gode oggi il jazz, che è influenzato anche da musicisti all’area classica, porta alla progressiva scomparsa del “beat” che è il battito del polso ed il respiro regolare del jazz, in quanto ritmo base, talvolta latitante, cambia troppo di frequente durante l'esecuzione ed i tempi musicali più usati, quali i 4/4, i 2/4, i 3/4, i 6/8, tendono a diradarsi con l’introduzione preferenziale di tempi impossibili da seguire, anche da parte degli ascoltatori più preparati.
Noi, amanti irriducibili del jazz autentico, confidiamo che la musica proposta dal Borgoclub continuerà a svilupparsi lungo i binari della tradizione, mantenendo integralmente gli elementi essenziali che l’hanno resa grande nel XX secolo.
Agli albori di questi quattro anni di attività i frequentatori del nostro piccolo salotto musicale hanno avute due prove esemplari di questa tendenza rassicurante con gli splendidi concerti di apertura della stagione concertistica 2003-2004, tenuti dal trio di Mario Rusca (Fioravanti/Bagnoli) del 12/10, dal trio di Dado Moroni (Santutti/Bulgarelli) del 24/10, dall’Ector Martignon Quartet del 31/10, da l’ITALIAN Jazz trio (Mazzarino/Gatto/Senni) del 15/11, dal trio di Eliot Zigmund (Birro/Conte) del 22/11, dal Stjepco “Steve” Gut quartet (Menci/Benedettini/Minetto) del 5/12, dal Claudio Capurro (The Aloofness Quartet – Pozza/Zunino/Zegna alla batteria) del 13/12, allo splendido concerto di Natale con Stewe Washington (Pozza/Pinna), dall’Italian Songs in Jazz Francesca Sortino e il suo quartetto (Chicco/Bonisolo/Maiorino/Minetto)del 18/1/04 al trio di Bobby Dhuram (Faraò M./Zunino) del 30/1, dal Vajrayana Quintet di Malnati (Boato/Renzi/Tacchini/Faraò F) del 14/2 e per ultimo il bellissimo concerto col Trio di Andrea Pozza del 28/2 (Bagnoli/Milanese L).
Per non perdere di vista tale finalità i musicisti, nell’esprimersi attraverso i vari stili “New Orleans”, “swing”, “bebop”, “cool jazz” e “hard bop”, non potranno prescindere dal “blues” da considerarsi prevalentemente come uno stato d’animo che si può definire sinteticamente “l’espressione profana del gospel”: l’eterna ed insostituibile materia del blues riveste maggiore significato di ogni altra forma musicale per la libertà di espressione e per le emozioni che sa suscitare.
Musica e Canzone d’Autore
Un’altro particolare spazio è stato dedicato alla Musica d’autore e alla Canzone d’autore con la presenza di personaggi importanti quali: Nada, Arcivernice, Walter Calloni, Rino Zurzulo, Riccardo Zappa, Claudia Pastorino,Filippo Gambetta, Bob Callero, Dado Sezzi, Giangi Sainato, Enrico Pinna, Gianni Serino, Alfredo Vandresi, Fabrizio Nitti, Paolo Agnello, Max Manfredi, Federico Sirianni, Settimo Benedetto Sardo, Giampiero e Roberta Alloisio e molti altri.
La politica del Borgoclub ha come obiettivo la seria valorizzazione della Canzone d’autore e della Musica d’autore, arti purtroppo non incentivate come invece meriterebbero, considerando che la stessa rappresenta un patrimonio culturale di inestimabile valore artistico per Genova e la Liguria.
Nel 2004 Genova sarà capitale europea della cultura, e ciò potrebbe rendere necessario una inversione di tendenza nelle abitudini musicali dei genovesi; quanto meno il riavvicinamento ad un genere di spettacolo più culturale, più artistico, più d’ascolto e non per questo meno godibile.
E’ indispensabile creare spazi idonei per l’ascolto della canzone e della musica d’autore, dove i cantautori e musicisti possano esprimersi al meglio, senza il problema di dover proporre a tutti i costi le “covers commerciali”.
La nostra politica tendente alla presentazione in concerto di affermati musicisti, come già enunciato, non penalizza i gruppi locali in quanto il nostro club, una sera alla settimana, mette a loro disposizione la struttura del locale affinché gli stessi possano presentare al pubblico validi progetti musicali e quindi avere la possibilità d’inserirsi nel vasto circuito musicale.
La Classica
Inoltre, la musica classica è stata presente con il grandissimo Andrea Bacchetti al pianoforte in diverse occasioni, Matteo Costa sempre al pianoforte, il quartetto d’archi e fiati “Zelig” , il duo “Kerylos” arpa e flauto, l’eclettico pianista Roberto Logli e dal concerto di Claudia Pastorino accompagnata da quattro violoncelli del Carlo Felice di Genova.
Ritroviamoci, pertanto, nel nostro club di Via Vernazza, un luogo deputato alla diffusione di suoni e di immagini legate ai musicisti che si sono avvicendati sulla pedana in questi quattro anni di programmazioni e che qui confluiranno in avvenire, suoni ed immagini tramite i quali “Il Borgoclub” rinnova la propria memoria nel futuro.
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